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Dopo il mese di maggio e giugno soprendentemente piovosi e freschi è arrivato il caldo pesante che da allora non ci ha più lasciati.

All'inizio di luglio è venuta a trovarci la nostra grande amica Sonia Sorci che come ogni volta ci ha portato nuove energie e idee per percorsi e progetti da realizzare insieme! Che forza! Che bel lavorare con Sonia!
"Io non so se questa idea giungerà a maturazione, ma l'ho coltivata da tempo, e l'ho ben studiata con Saverio e Renate in quei ritagli di tempo e spazio che ci concediamo come un dono reciproco; io lo chiamo il nostro semenzaio...." così scrive Sonia e già questo è un dono bellissimo. "Ho proposto a Renate e Saverio di ragionare insieme su questa suggestione: ogni mattina voi due uscite, andate alle terre, scendete nel campo e raccogliete dati. Informazioni generate da ciascuna delle vostre piante. Gli alberi di olivo sono generatori hardware di dati, di saperi. Vi propongo un sistema di raccolta e visualizzazione di questi contenuti informativi che sia accessibile a tutti, creativo, un'opera d'arte. Miraggi - Dati di Fatto nasce così. Un miraggio non è illusione, ma ammirazione. Osservare è sempre il primo passo di accesso alla conoscenza. Gli alberi sono il modello di cui abbiamo bisogno per il nostro futuro. Le informazioni che ci forniscono sono gli unici elementi certi su cui affacciare ipotesi per la sopravvivenza del pianeta. Non dovremmo forse farne una raccolta, utile ed essenziale?..."
OSSERVARE  - GLI ALBERI - PER CONOSCERE MEGLIO, RACCOGLIERE I DATI DELL'OSSERVAZIONE PER POI POTER CONDIVIDERE CON ALTRI! 
Non c'è alcun dubbio, noi qui viviamo con e anche grazie agli alberi e i loro frutti (le olive!!!) e gli ammiriamo tutti i giorni nella loro straordinaria capacità di vita, di resilienza, di adattamento ma anche di singolarità e di diversità e di costanza nella produttività. Noi qui viviamo con piu di 500 ulivi e molti altri alberi da frutta oppure no, loro sono gli esseri viventi che incontriamo più frequentemente e quindi piano piano gli conosciamo, nella loro singolarità e nel cambiamento quotidiano. Ci preoccupiamo dei venti, della mancanza di pioggia o della troppa acqua, della fertilità del suolo da cui traggono nutrimento. Per me è stato come andare a vivere in un paese straniero (che io ho fatto!), attorno a te c'è un continuo mormorio, suoni, gesti, occhiate, soltanto piano, piano e concentrandoti sull'osservazione cominci a capire qualcosa. Poi c'è la fase in cui ti sembra di capire finalmente ma tante volte capisci fischi per fiaschi. E cosi è con gli alberi che sono in netta maggioranza e non capisci il loro linguaggio: cosa vogliono, acqua, concime, la terra mossa o preferiscono non essere disturbati...ci penso già da tanti anni...
Sono stata subito entusiasta della proposta di Sonia e ho pensato ad un altra proposta che un po' di anni fa mi ha fatto la mia grande amica Luisa Castelli - ci vuole un diario, ogni giorno una annotazione e poi con le osservazioni la costruzione graduale di una mappa ragionata, condivisibile. Ogni momento che avevo libero ho pensato come fare e ho iniziato ma poi è venuto il gran caldo , per noi e per gli alberi. Sapete cosa fanno gli alberi con un eccesso di caldo? Si fermano, bloccano tutto e così sono stata costretta a fare io. Le energie mi bastavano al massimo per fare i lavori indispensabili, per cucinare, bere e nutrirci. Non si poteva stare, ne dentro, ne fuori, neanche di notte! E allora viene da pensare, come fanno gli alberi, hanno bisogno di acqua e di sostanze e allora vai al Consorzio e chiedi l'acqua per l'irrigazione e ti dicono che i tubi sono guasti...e poi arrivano i venti impetuosi e ti chiedi come fanno a resistere?
Il disegno di Olivia Coli ci racconta tanto; in generale se osserviamo i tronchi degli alberi  vediamo quanto volte è stato necessario un adattamento, certo non capiamo perchè ma possiamo immaginare diversi fattori esterni che hanno convinto l'albero a girarsi....
Ho fatto poco per il nostro progetto e ora sono re_iniziati i lavori per mettere apposto la nostra casa e ho poco tempo, arrivano ospiti, molti ospiti e poi ci sarà già la raccolta. Il tempo qui in campagna corre, si arriva alla fine della giornata stanchi morti e non si ha fatto nulla o quasi :-) Stiamo aggiustando la vecchia casa che abbiamo comprato in un lavoro davvero artigianale che sembra non finisca mai. Ma quanta soddisfazione ricreare i vecchi pavimenti che abbiamo recuperato in una officina dove erano abbandonati...
Menfi nel 2023 è Città Italiana del Vino  una cosa meritata direi perchè qui innanzitutto c'è la cooperativa Settesoli che nel 1958 venne fondata con il nome di Cantina Progresso bell'ambito del movimento di Danilo Dolci "
"...ll Centro studi e iniziative, fondato nel ’58, ha posto le sue ragioni d’essere e di lavorare partendo da una concreta situazione economica-sociale – quella della Sicilia occidentale – e dalle esigenze che tale realtà dimostrava. In un lungo periodo iniziale – dal ’52 al ’56 –  Danilo Dolci e un piccolo gruppo di volontari collaboratori  si inserirono nel vivo della più tragica realtà siciliana, condividendo la vita quotidiana della parte più misera della popolazione locale. Questa esperienza diede frutti di sostanziale importanza su due diversi piani:  da un lato, attraverso episodi che alcuni forse ricordano, richiamò l’attenzione dell’opinione pubblica italiana e mondiale su una cruda realtà da molti ignorata o mal conosciuta (il digiuno di Trappeto,  lo “sciopero alla rovescia” sulla trazzera di Partinico, l’arresto di Danilo e dei sindacalisti,  il relativo processo, ecc.);  d’altro canto,  permise a Danilo e al piccolo nucleo dei suoi amici e collaboratori di iniziare uno studio approfondito dell’ambiente che li circondava, cominciando ad individuare le componenti dei fenomeni economico-sociale di quelle zone e ad indagare con rigore sulle interferenze ed interdipendenze di manifestazioni e situazioni caratteristiche della Sicilia occidentale: arretratezza economica, disoccupazione e sottoccupazione, basso livello tecnico – culturale,  difficoltà  alla  vita  associativa,  mafia. Individuati i punti chiave per un lavoro pilota in tre zone omogenee – il Golfo di Castellammare, una zona collinosa all’interno e un tratto della costa sud occidentale – nel corso del ’58 si aprirono rispettivamente a Partinico, Corleone, Roccamena e Menfi i Centri studi e Iniziative nei quali hanno lavorato tecnici agrari,  assistenti sociali,  educatori e giovani volontari in grado di svolgere un preciso lavoro nell’ambito dell’organizzazione,  senza sostituirsi alle responsabilità degli Enti locali. La zona di incidenza del lavoro interessa tre grandi vallate:  dello Jato,  del Belice e del Carboi.  Su tre fiumi, la possibilità di utilizzare più di 180 milioni di metri cubi d’acqua rappresenta la soluzione fondamentale per l’avvio sicuro di un sano sviluppo socio – eco- nomico della zona.  In tal senso s’è mossa l’iniziativa del Centro studi,  per cui in questi anni si è potuto avviare: - la completa valorizzazione delle acque del fiume Carboj,  il cui serbatoio capace  di 36 milioni di metri cubi di acqua, era già costruito ma pressoché completamente inutilizzato nel 1958; - la costruzione della diga sullo Jato a Partinico, con un invaso capace di 72 milioni di metri cubi di acqua, che ha permesso l’inizio dell’irrigazione di parte dei circa  9.000 ettari irrigabili,  nell’estate del 1971; - i lavori di sondaggio, progettazione e costruzione della diga sul Belice, nella zona di Roccamena, per raccogliere oltre 70 milioni di metri cubi di acqua. Sul piano del lavoro di formazione di nuovi gruppi democratici sostitutivi dei vecchi gruppi clientelari – mafiosi,  si sono costituiti: - la Cooperativa cantina  “Il Progresso” di Menfi con 450 soci, la Cooperativa di abitazione a Menfi, dopo il terremoto, con 20 soci; la Cooperativa  edile  “La Fontana” a Partinico, con 31 soci; la Cooperativa cantina sociale  “Conca d’Oro” a Partinico con 60 soci; la Cooperativa  intercomunale coltivatori ortofrutticoli,  a Partinico,  con 220 soci; la Cooperativa  “Consorzio irriguo Jato”  a Partinico, con 800 soci...." (da Centro di Sviluppo Creatico Danilo Dolci)

Tante iniziative, novità nella nostra Valle del Belice, giovani sindaci che si danno da fare, si fa rete tra i piccoli comuni, i prodotti della terra diventano importanti. Ovviamenye non c'è soltanto la cooperativa mi c'è anche Planeta e ci sono altri produttori privati. Approfondite qui se siete interessati, Fondazione Inycon Purtroppo le vigne nel 2023 sono state danneggiate dalla Peronospora (Plasmopara Viticola), una malattia fungina molto potente che si manesta spesso sui vigneti del nord. Qui da noi è molto più rara; la colpa è sempre delle piogge troppo abbondanti tra maggio e giugno. La Peronospora colpisce gli organi verdi quali foglie e grappoli causando il rinsecchimento e la distruzione. La resa dei vigneti quest'anno sarà molto inferiore. Anche la nostra piccola vigna è stata colpita e quinsti niente vino nel 2023.

E' stata una estate molto calda e pesante, difficile da sopportare ma siamo stati bene, abbiamo avuto ospiti e siamo andati a trovare amici a Modica che fanno il Cioccolato vero! Andateli a trovare sono stupendi e conoscono Modica molto bene: LAeQUA . E poi siamo stati una sera alla Fondazione Orestiadi, un altra frande, grandissima storia di queste terre...Ogni anno c'è un festival davvero grandioso! Siamo andati a vedere Il Derviscio di Bukhara . Bellissimo!. Bene, le pesche di Bivona ci sono e sono squisite...e poi ci sono i problemi di sempre, gli incendi, finalmente non si parla più di autocombustione ma tanto resta da fare e non unicamente per punire gli incendiari ma anche per convincere i contadini del fatto che il fuoco non fertilizza affetto le terre. Ci sono le persone provenienti dall'altra parte del nostro Stretto di Sicilia muoiono nel mare perchè non vengono salvate e poi c'è il PONTE che qui pochi vogliono ma al nostro governo pare che serva! Il comitato No Ponte di Messina è molyo attivo nel difendere lo stretto da queste invasioni barbariche...

La vigna in primavera ci aveva preoccupati moltissimo, non l'avevamo mai curata, il lavoro sembrava tantissimo e la nostra strumentazione era inadeguata. Avevamo solo le zappe e nessuna competenza! Insieme a Leonardo abbiamo ragionato, sicuramente per noi sarebbe stato meglio pensare di utilizzare il terreno per piantare altri ulivi...ma ora c'è la vigna, almeno per quest'anno dobbiamo provarci! Con grande determinazione, armati di zappa e trattore, il preziosissimo aiuto di Antonio e i consigli di Leonardo...come potete vedere i risultati ci sono e siamo molto, molto orgogliosi!
Ma il nostro mestiere qui è un altro, vogliamo produrre dell'ottimo olio extra vergine di oliva. E anche qui c'è ancora moltissimo da imparare! Leonardo Cannata ci aiuta a capire come si possono sostenere le piante nel loro complesso lavoro di produzione. I momenti delicati sono molti. Quest'anno ad esempio il passaggio troppo rapido dal freddo al caldo è stato pesante e disorientante non soltanto per noi ma anche per gli ulivi. Noi siamo stati fortunati ma gli alberi che non erano pronti, dove cioè l'allegagione era indietro, hanno buttato i fiori/frutti. Tutte le volte che la pianta vede in pericolo se stessa, reagisce e in questo caso si libera dai fiori/frutti. Il mese di maggio in effetti è stato davvero stranissimo, faceva freddo e pioveva spesso.
Infatti, il bellissimo matrimonio tra Patrizia e Matteo  -provenienti dal Cadore -  celebrato il 27 maggio a Palermo dal sindaco Leoluca Orlando è stato bagnato dalla pioggia ma si sa, sposa bagnata sposa fortunata. Auguri anche per i progetti che hanno qui in Sicilia!
Il primo giugno ci ha lasciati la mamma Maria di Saverio, a 92 anni, due anni dopo il marito Vito. Speriamo riescano a riposare in pace insieme. Noi cercheremo di onorare tutte le culture che ci hanno lasciato.
E giugno ha portato subito il gran caldo e l'assenza totale di pioggia, situazione che perdura fino ad adesso. Venti caldi fortissimi - scirocco o maestrale - muovono le chiome degli ulivi. Spesso mi chiedo come possano resistere, da dove prendono l'acqua. Ma Leonardo ci spiega che gli ulivi sono molto più saggi di noi, sanno come adattarsi se noi li trattiamo bene, se gli diamo l'acqua quando loro hanno bisogno e qualcosa per rafforzarli. 
Il nostro consulente Leonardo Cannata ha una azienda familiare a Santa Margherita Belìce/Contessa Entellina  - qui vicino - Le sette Aje. Leonardo applica il protocollo Agro - Omeopatico e scrive cosi: "I prodotti Le Sette Aje si definiscono biodinamiciColtiviamo le nostre piante con metodi naturali ed innovativi nel rispetto dell’ambiente. La nostra filosofia consiste nel salvaguardare la naturalità e la naturalezza della pianta per preservarne la naturale bontà e qualità, e permettere che questa si rifletta in maniera ottimale nei prodotti...Questo metodo ci permette di tutelare la resistenza naturale della pianta, minimizzando la necessità di un aiuto esterno da parte dell’uomo, e la proprietà nutraceutiche dei suoi frutti."
E le olive crescono e gli amici vengono a trovarci...A giugno sono tornati Tiziana, Umberto e Bruno....questa volta con i genitori di Tiziana che qui in Sicilia hanno iniziato il loro lungo matrimonio! E a luglio sono arrivati Irene e la sua bellissima famiglia con il Camper dall'Oltrepò Pavese! Non si può dire che ci annoiamo! E per concludere il mese siamo andati ad Enna dove Saverio con successo ha sostenuto - dopo un corso di 200 ore - l'esame che gli riconosce i requisiti di conduttore di azienda agricola o imprenditore agricolo professionale! Evviva il progetto può procedere. 
E non vi racconto niente dei lavori nella casa...forse la prossima volta. Il mare? lo vedo da lontano, sempre, e penso ai naufraghi, ai viaggiatori che scappano da guerre e cambiamenti climatici insostenibili e che sperano di poter ricominciare....


Una grande emozione per una grande chiave, tanto caldo e tanto lavoro da fare ...così siamo arrivati accompagnati da Edith e Alberto alla fine di luglio, da Perugia, con un furgone pieno dei primi mobili che dovevano aiutarci a vivere ad Agareni l'estate.
Un po' accampati

Ma contenti
Il tempo di conoscere i vicini che ci accolgono con varie prelibatezze, di ammirare gli uliveti, gli alberi di frutta, i fiori il programma di lavoro si avvia innanzitutto con l'eliminazione dell'amianto che purtroppo si trovava sul tetto della parte distrutta della casa. Subito impariamo che d'estate per poter lavorare nonostante il caldo  si inizia alle 5 della mattina perchè dopo le 10.00 diventa davvero dura.
L'impianto di irrigazione
Abbiamo lavorato 10 giorni e speso un bel po' di soldi per dotare i nostri ulivi di un impianto di irrigazione che li permettesse passare bene l'estate. Scavi e tubi, tubicini ma infine è stato un piacere vedere come gli alberi godevano. Sì l'acqua c'è in Sicilia e dobbiamo tutti ringraziare a Danilo Dolci e le lotte dei contadini degli anni '50 e '60 del secolo scorso. L'acqua qui a Menfi arriva su tutti i campi. Ci si collega con i propri tubi e si va a chiedere l'acqua al Consorzio. L'Acqua viene aperta per 4/5 ore a secondo del bisogno le piante godano.
E infine funzionava 
 Il mese di agosto 2017 è stato davvero caldo, caldissimo e ho imparato che proprio d'estate ci sono tante cose da fare e rimane poco tempo per andare al mare. Ci sono i frutti, tanti frutti, i pomodori e bisogna lavorare per l'inverno, la salsa, le marmelate. Di notte si dorme poco perchè fa caldo ma il paesaggio è straordinario, tutti lavorano e di sera si sta insieme, al fresco.
Gente davvero bellissima, sempre vicini con buoni consigli!



Da quando Vito Ciaccio si era ammalato gravemente e non poteva più seguire i suoi alberi per noi era davvero diventato difficile dividerci tra Roma, Perugia, i diversi lavori in giro per il mondo e ...Menfi e l'olio extravergine d'oliva. Dovevamo decidere se continuare la nostra vita solita oppure trasferirci in Sicilia per dare continuità al lavoro del padre di Saverio, per continuare ad offrire ai nostri clienti l'olio che avevano imparato ad apprezzare.
La raccolta 2016 era stata particolarmente impegnativa ma anche piacevole per noi; avevamo fatto amicizia con la famiglia del frantoio Li Petri e con tanti altri giovani e meno giovani contadini.

Subito dopo la raccolta la decisione era presa e ci siamo messi a cercare una casa e altre terre, altri ulivi. Una grande decisione! A febbraio del 2017 l'abbiamo trovata ad Agareni una contrada di Menfi sulla strada provinciale per Partanna a 1,5 km dal paese.


Dalla bella piazza davanti alla casa si vede il mare e qualche volta si intravede Pantelleria.  Da un lato e dall'altro della casa si estendono 2 uliveti. Insomma, pur sapendo che c'erano un sacco di lavori da fare abbiamo pensato che potesse essere il nostro luogo, il luogo giusto per il nostro progetto. L'albero sulla piazza è stato sicuramente determinante per la nostra scelta.
Presa la decisione e firmato il contratto preliminare con i proprietari è iniziato un 2017 molto impegnativo. Si trattava di vendere e smobilitare 2 case e due vite per costruire passo dopo passo un progetto nuovo, a Menfi in Sicilia.
Viaggiatori e coltivatori

Un viaggio costruisce ponti tra le persone. E i ponti servono quando si vuole che chi consuma l’olio e chi lo produce riescano insieme a determinare il giusto, l’equo prezzo. Questo semplice pensiero era alla base del fatto che sin dall’inizio della nostra avventura commerciale volevamo organizzare un viaggio per la racconta delle olive. Un pensiero semplice ma una azione davvero complessa, come avremmo poi scoperto. Il prima non affatto trascurabile problema era QUANDO ci sarebbe stata la raccolta delle olive. Ok, si sa più o meno nella seconda metà di ottobre o inizio novembre ma il più o meno nel caso dell’organizzazione di un viaggio non funziona perché il viaggiatore – e in particolare quello tedesco – decide con molto tempo prima i suoi viaggi e investimenti. Ma le olive crescono sugli alberi e la natura non permette di decidere al posto suo, non quando si vuole un frutto fresco e maturo al punto giusto. Inoltre c’è la questione del tempo: se piove non si raccoglie perché il fango potrebbe sporcare le olive...
E' stato duro ma anche bellissimo far conoscere questa parte della Sicilia e il lavoro con le olive ai viaggiatori. Grazie a Teresa la viaggiatrice Le Mat, grazie a Franca e Antonino e grazie a Saverio, i raccoglitori e ai viaggiatori l'incontro ha potuto esserci e da lì sono poi nate tante storie, a Colonia e a Berlino.
Il pranzo in campagna
Si lavora
La sera si trovano passioni comuni
Grazie a tutti

Potete guardare il video racconto che è stato realizzato da Stefan Ruf qui ! Tante altre cose sono infatti successe ma penso che tutti celi ricordiamo volentieri.

I primi ordini erano davvero di assaggio - una famiglia, una lattina - anche se gli amici di Colonia erano da subito molti. Non conoscevano l'olio extravergine di oliva o Natives Olivenöl Extra come si chiama da quelle parti, non lo sapevano usare. Una timida goccia per condire l'insalata ma piano, piano ci si fa il palato e così gli ordini aumentavano... E noi dovevamo capire come confezionare, spedire, i costi, i tempi, almeno 10 giorni doveva viaggiare l'olio da Menfi a Colonia. Un tempo infinito, anche per noi!
Cultivar Nocellara del Belice
E spiegare tutto questo a Vito Ciaccio e sua moglie Maria non era davvero facile: dove si trovava Colonia? perchè quelle persone sconosciute compravano l'olio? e lo avrebbero apprezzato e pagato? Ma quello che davvero risultava insopportabile era assistere alla partenza dell'olio per lidi sconosciuti e non aver visto i soldi, nè conosciuto i clienti...
La partenza
Occorreva costruire ponti, incontri per poter condividere culture tra chi compra e chi produce...
Vito Ciaccio su campi
E così nel 2008 Alberto viene da Colonia per aiutare nella raccolta delle olive e per capire di più del processo, del lavoro in campagna, delle olive e dell'olio extravergine di olive. Tra lui e Vito Ciaccio si crea una relazione di fiducia. Ora si sapeva dove e a chi veniva spedito il prezioso risultato del lavoro... Fino alla fine dei suoi giorni Alberto è stato un nome importante per Vito Ciaccio.
Alberto Reguzzi durante la raccolta del 2008
Oltre 10 anni fa durante una visita ai genitori di Saverio Ciaccio a Menfi abbiamo iniziato a mettere in moto un processo che oggi ci prende molto tempo, che ci dà tanto e che coinvolge tante altre persone, a Menfi in Sicilia, in Italia, in Germania.
Saverio Ciaccio - Architetto e coltivatore di olive
Stiamo imparando molto ed è di questo processo che qui vogliamo raccontare... Volevamo valorizzare il lavoro del padre, Vito Ciaccio, coltivatore di olive e di uve, abituato a cedere i frutti di un anno di duro lavoro agricolo ad un prezzo che viene stabilito da chi possiede le macchine per trasformare e da chi ha una strategia per vendere l'olio e il vino. Vito Ciaccio passava tutto il suo tempo sui campi con le sue piante che richiedono molte cure se alla fine devono dare frutti.
Vito Ciaccio
Ma ormai anziano e non più in grado di eseguire tutti i lavori necessari da solo il padre di Saverio voleva vendere tutte le terre, acquistate piano piano con la fatica di una vita. Con i ricavi dai conferimenti delle olive e delle uve non avrebbe potuto pagare il lavoro di terzi. Così ci diceva... E così abbiamo iniziato a cercare persone che potessero e volessero apprezzare l'olio extravergine d'oliva ottenuto dalla spremitura a freddo della Nocellara del Belice, della Biancolilla e della Cerasuola, le olive che qui a Menfi, nella Valle del Belice vengono coltivate e da cui si ricava un olio davvero buono. Doveva pur esserci chi era disposto a pagare un giusto prezzo!
Vito Ciaccio sulle sue terre
Non sapevo molte cose dell'olio extravergine d'oliva e sapevo ancora di meno delle olive anche se vivo in Italia ormai da molti anni. E non sapevo molto nemmeno della Sicilia, dell'agricoltura, della Valle del Belìce e di quello che sarebbe stato quel "giusto prezzo". Piano, piano seguendo Saverio e suo padre e conoscendo molte altre persone ho imparato quanto è complesso il processo di produzione che alla fine ci permette di gustare l'olio che arricchisce i nostri piatti e fa bene alla nostra salute. Ho iniziato a raccontare ai miei parenti e amici in Italia e in Germania del paesaggio rurale della Sicilia, del lavoro che cercavamo di fare, della Valle del Belìce, di Danilo Dolci, del terremoto e delle olive e dell'olio extravergine d'oliva.
I primo depliant con cui cercavamo di raccontare
E dopo un po' di anni e uno sforzo di ordinare le nostre idee e comunicarle sono arrivati i primi ordini da Colonia, grazie a mia sorella Edith e il suo compagno Alberto.
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