La nostra casa dopo i primi piccoli interventi
La mia amica Sonia è appena partita lasciandoci ancora una volta le sue bellissime storie...Era stata qui all'inizio della raccolta delle olive, i primi di ottobre 2018. Per noi è stata una grande opportunità poterla ospitare nuovamente (questa volta con Giosuè) dopo il primo inverno passato interamente qui. Sonia è e sarà un elemento molto importante del laboratorio che qui vogliamo realizzare e quindi le sue visite e i suoi racconti sono dei contributi molto preziosi. Grazie Sonia!
Il Primo Maggio a Portella delle Ginestre
Nei primi giorni di dicembre 2018 abbiamo iniziato a pensare un po' alla casa e con l'aiuto di Pino e di Antonio, le cementine di Diluvio e la mano decisa di Saverio la casa si è un po' vestita e preparata per il lungo inverno che ci aspettava. Tanti piccoli lavori per evitare di essere travolti dall'acqua e dal vento, dal freddo, le stufe, la veranda...Qui a Menfi le persone l'inverno lo passano nelle case in paese, noi vogliamo passare qui in campagna tutto l'anno.
Davanti alla nostra casa c'è una bellissima cisterna che serviva per raccogliere l'acqua piovana. Saverio voleva ripristinarla per farci confluire l'acqua dai tetti. Occorreva quindi capire se la cisterna era ancora utilizzabile. 

 La cisterna è grande e bellissima con la volta tutta a mattoni ma purtroppo le radici del grande ficus hanno bucato le pareti. Per poterla utilizzare servirebbe un lavoro enorme di ripristino e molti soldi. Abbiamo quindi deciso di lasciare stare e inoltre di evitare il passaggio delle macchine creando una specie di isola pedonale sopra la cisterna.
Tuttavia i lavori ci hanno regalato uno spazio che ci ha reso davvero piacevoli molte ore invernali.



L'inverno è anche il tempo delle potature degli ulivi, un lavoro impegnativo che richiede occhio, pazienza e professionalità. Noi abbiamo circa 300 alberi grandi e piccoli da potare. Senza Antonio Bivona ci saremmo davvero persi.

Quando a gennaio nella vicina Fattoria Lombardo è stato organizzato un corso per la potature rispettosa dell'ulivo ci siamo iscritti subito e sono stati due giorni davvero interessanti e istruttivi. Ma forse la cosa più bella era la presenza di tante persone diverse unite da una grande stima per questi alberi meravigliosi e la loro capacità di produrre. Una esperienza che non basterà per diventare bravi ma abbiamo capito molte cose che cercheremo di applicare
Comunque l'inverno è decisamente il tempo migliore per studiare! E noi abbiamo davvero ancora tanto da studiare! Saverio a gennaio aveva concluso il corso per imprenditore agricolo professionale, una sorta di formazione d'obbligo per poter gestire una azienda agricola. Ma quello che ci interessa di più è capire cosa possiamo fare per migliorare passo dopo passo la qualità dell'olio che produciamo.
Avevamo scoperto un ufficio della Regione Siciliana  - una unità operativa specializzata in olivocoltura e culture mediterranee a Sciacca gestito da persone straordinarie e tecnicamente molto preparate che cercano di tutelare e valorizzare la biodiversità olivicola siciliana lavorando a sostegno anche di noi produttori effettuando gratuitamente le analisi e organizzando percorsi di studio. Damiano Licata  tra altro assaggiatore qualificato ci aveva già coinvolto in un progetto europeo per la ricerca e la valorizzazione dei polifenoli contenuti nell'olio, Aristoil, molto interessante.  E così quando AGRISANA - cooperativa tra produttori di Sciacca -  in collaborazione proprio con l'ufficio regionale organizza un corso per assaggiatori decidiamo di partecipare. Sono state 40 ore e soldi ben spesi! Abbiamo imparato tantissimo da molti qualificati interventi e assaggiando 20 oli diversi per riconoscere difetti e pregi. Un corso bellissimo!
Grazie al corso abbiamo conosciuto molti colleghi produttori, sicuramente più esperti di noi tra cui anche Leonardo Cannata che a Contessa Entellina insieme alle figlie gestisce l'azienda agricole Le sette Aje  che produce vino e olio extravergine di oliva. La sede operativa dell'azienda è a Santa Margherita Belìce dove Leonardo Cannata ha anche un ufficio di consulenze agricole. Subito dopo il corso abbiamo chiesto a lui se poteva seguirci e dopo una approfondita visita a tutte le nostre colture con nostro grande piacere abbiamo potuto stipulare un contratto di consulenza.  Ora abbiamo con chi discutere, analizzare le difficoltà, Leonardo ci consiglia, non siamo più soli. 
L'anno scorso abbiamo deciso di iniziare la conversione alla produzione biologica. Vogliamo coltivare nel rispetto pieno del suolo e degli alberi, non vogliamo usare sostanze e pratiche dannose, vogliamo capire come sostenere le energie naturali delle piante affinchè riescano a reagire alle condizioni avverse. Ma gli enti di certificazione non fanno nessuna consulenza, la maggioranza dei coltivatori pratica l'agricoltura tradizionale e noi abbiamo bisogno di chi ci segue. Leonardo è sempre disponibile, segue le piante e tutti i nostri dubbi. Siamo davvero contenti. 

E così zappiamo, trinciamo, disinfettiamo i tronchi degli agrumi e osserviamo tutti i giorni i nostri alberi che lavorano anche d'inverno.
Ora la primavera è arrivata anche se con ritardo e anche se fa ancora freddo. Sonia e Giosuè sono ripartiti e ci hanno lasciato tanta energia. Qui alcune foto se volete
L'erba cresce, la vigna è da zappare....a presto!!!!


















Smarriti.
I miei pensieri sparsi nel taccuino cencioso che mi sono portata dietro durante l'ultimo viaggio in Sicilia, qui da Saverio e Renate, dal 29 aprile al 03 maggio.
Parole scrostate dalle pagine come intonaco screpolato dal muro.
Ve le riappiccico qui.

Scrosta e incolla, salva con nome.

29 aprile, ore 18.30. Cinisi, mentre attendo di noleggiare l'automobile.

E' l'ora di punta del tuo smarrimento, ti vedo.
Dormiremo vicini per qualche giorno.
Strano, vero?
Le ore del giorno se le riempi tutte di vita diventano insopportabili dopo un pò, anche tu diventi insopportabile, terribile.
Siamo vicini dalle 10:00 circa di stamattina!
Ma ... verrà la notte e ci riconosceremo, ci riappacificheremo...
Io e te presentiamo dei segni di riconoscimento; tutti e due sbagliati, percossi e pressati nello spazio delle nostre meningi.
Come vorrei farti una carezza!



30 aprile, ore 06:30 circa, dalla veranda di casa di Renate e Saverio, Contrada Agareni, Menfi.
Siamo venuti qui da Saverio e Renate per rallentare, per ascoltare, per mettere in luce le nostre fragilità, per fare spazio all'incertezza, all'imprevisto, al tempo vuoto, al tempo pieno, Per dare valore alle storie che i nostri amici ci raccontano ogni volta. Ma quante persone conoscono! Quanto mondo! Quanto possiamo fare insieme!
Il gallo del vicino canta da un pò... sarà mezz'ora già! Mi ricorda perchè sono venuta: per osservare te che cresci, e per osservare me che invecchio!
Tutta questa attenzione, forse, mi provocherà qualche svenimento... come la volta precedente. Spero di no.
Sono pronta...sento voci...e odore di caffè!
Vado...:"buongiorno! Oggi che facciamo?"

30 aprile, prima di andare a letto.



Rintracciare schegge.
Oggi ho rintracciato pezzi che si erano allontanati da me.
Selce, quarzite, ossidiana, osso.
Conchiglie, Pettini.
Terracotte.

Mentre raspavo la terra a testa bassa alle Montagnole, le braccia lunghe, le gambe tese, il sole sulla nuca, andavo in giro nel tempo a ritroso con queste piccole cose rinchiuse nel palmo della mano.


Io vengo da un temporale, ma voi, sicani, elimi, da che venite? Da una conchiglia?
Dall'acqua sempre veniamo.

L'acqua è un abitacolo.
Saverio ragiona sempre intorno all'acqua.
E' la sua bussola.
E secondo me Renate è la custodia della sua bussola anche se ai distratti sembra il contrario.

L'acqua, la vita, gli piovono dentro la testa, e scorrono sul viso, anche quando tutto il resto parla di siccità.

La parola di oggi è OFFICINA.
Il bottino di oggi è composto da strumenti litici abbozzati e schegge di pietra.

Quello che ho visto io oggi non sono le stesse cose che vedono gli altri.



Il capitello incompleto nei pressi delle cave di Cusa, per esempio, non lo vedrai mai se non ti metti a testa in giù.
Quest'autostrada è un muro pieno di felicità.
Oggi se fossi stata capace di catturare immagini con una videocamera...avrei preso una scena da oscar.
Persi sulla strada per il capitello.
Renate, la custodia, la custode, avamposto in avanti.
Lei ferma un'auto.
Nell'auto c'è l'unica persona che poteva passare in quel posto in quel momento: Tramontana, l'anarchico Tramontana.
Lezione di anarchia numero X: corri e grida dietro a chi fugge, o anche a chi corre, cercando di raggiungerlo senza alcuna intenzione ostile, non per afferrarlo, arrestarlo o superarlo ma per chiedergli se siamo sulla strada giusta, se al ritorno ci sale in macchina che dobbiamo venire a fargli visita.

Giosu al vivaio dell'anarchico Tramontana, più tardi, è felice.
Sull'orecchio mi dice: mi piacciono le persone così. Belle 'gnoranti ( che in perugino vuol dire genuine, nude e crude e così sia). Le stimo.

Io ho pensato: Amen.
Questa è la mia preghiera laica per stasera. Chiudo la luce, dalla veranda vi saluto. Domani è il primo maggio.

1 maggio, dal Sasso di Barbato. Portella della Ginestra.

Sto scoppiando.
Non ce la faccio più, esplodo. Piango, non importa. Mi lascio andare.
Io me lo sentivo e ai miei amici lo ho preannunciato. Quando siamo arrivati qui, guidavo io, ho parcheggiato un pò distante, e ho sentito. Ho sentito che sarebbe successo.
Mi è venuta addosso l'energia di questo luogo appena sono uscita fuori dalla gabbia di Faraday della macchina.
Un fulmine.
Lo ho lasciato attraversare longitudinalmente il mio corpo. Vanno le emozioni. Vanno in circolo e completano i buchi delle cose che mi mancano.
Ha parlato Serafino Petta, testimone oculare della strage.
Sta parlando Macaluso.
Non ci vedo più...è tutto sfocato, chiudo il quaderno, mi si annebbia la vista, ma mi si schiarisce il cervello, sempre più. Vado.



1 maggio, sera, aspetto di farmi una doccia. Giosuè occupa il bagno.



Un pò di medianità ce l'ho anche io. Non proprio un sesto senso...che comunque oggi ho molto esercitato.
A Piana degli Albanesi c'ero stata anche se non c'ero stata.
A casa di Franca e Antonino c'ero stata anche se c'ero stata, ma non proprio lì.
In qualsiasi luogo mi pare che posso esserci già stata, in una qualche forma.
Sto impazzendo forse.
Mi sento bene, però.
Antonino ci ha portati a vedere un altare di pane dentro una casa di cura per anziani a Vita. Io riconoscevo i luoghi come da dentro un romanzo. Come se stessi scrivendo una sceneggiatura.
Intuizione e percezione, ho i sensi allargati.

Il totalmente inatteso non mi spetta più.
Eppure io non mollo.


2 maggio, ore 23,30 circa. Sto per chiudere la luce.



Per rami e tronchi.
Calce spenta.
Poltiglia tamponata col rame

La calce è spenta
la vita e viva.
Aggiungici l'acqua.

Idratiamo
bellissimi port de bras
con latte di calce.
E' una danza delle api
sopra le teste.

Domani partiamo. Arrivederci.















Per l'eccesso e per la mancanza un solo movimento del collo: teso in avanti a indicare interesse, curiosità, positività, ricerca, fiducia.
Fiducia di trovare, fiducia di guarire.
Sì, perché compensare una mancanza o un eccesso non è forse guarire?
Mettersi in viaggio è un processo di guarigione e io i miei viaggi a Menfi, qui alla casa laboratorio di Saverio e Renate, li faccio per tendere il collo in avanti e proseguire la mia ricerca.
Ma questa volta è proprio il caso di dire che non stavo nella pelle; non stavo solo nella mia pelle, nelle mie vertebre e sulle mie gambe, ma un po' anche in quelle di uno dei miei figli, il più grande, che mi ha accompagnato.
Io sono quella che sono...ma lui è di più...un albero piantato vicino ad un incendio.
Eccesso e mancanza.
Mi ci sono messa accanto in questi giorni appena trascorsi senza vedere in questo niente; niente di ordinario.
La mia solita fatica.
Mi stupisco io stessa del poco e del tanto di me che è restato in lui.
Arriverà un racconto e si chiamerà Oggetti Smarriti.



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