Per noi, per gli animali, per le piante...l'innegabile cambiamento climatico si è fatto sentire in modo pesante. Il termometro non scendeva mai, alle ore 23.00 stava a 33 gradi e la mattina alle 9.00 già a 35 e questo per molte, molte settimane. Ma lo sapete, non è stato soltanto qui. Per fortuna l'inverno precedente era piovuto, gli invasi erano pieni e quindi abbiamo potuto irrigare per sostenere almeno un po' gli alberi.
Ma la cosa più terribile sono i fuochi. La nostra casa è un punto di osservazione straordinaria e infatti abbiamo chiamato i vigili del fuoco innumerevoli volte per segnalare gli incendi. Nessun fuoco nasce da solo. Ci vuole qualcuno che fa partire il fuoco, poi, se fa molto caldo e c'è forte vento è chiaro che il disastro si estende velocemente. Tutti dobbiamo essere vigili e segnalare tutte le cose e persone che riusciamo a vedere.....


Fenice Verde nasce nel 2023 con la missione di rafforzare le comunità locali e collaborare con le Istituzioni pubbliche siciliane per la prevenzione degli incendi boschivi e il recupero del patrimonio naturale. Nel 2025 ha nesso in piedi un Osservatorio sugli Incendi . L’osservatorio sugli incendi è una piattaforma interattiva che supporta le pubbliche amministrazioni e le associazioni attive sul territorio nel monitoraggio continuo e la prevenzione degli incendi boschivi dolosi. Grazie all'osservatorio i cittadini potranno segnalare incendi o potenziali inneschi e inoltrare ai propri comuni di appartenenza le osservazioni sul catasto delle aree percorse da fuoco. 
Chi di voi ha sentito parlare del “catasto dei soprassuoli percorsi da fuoco”? Si tratta di uno strumento normativo previsto dalla Legge n. 353 del 2000 che, tramite l’istituzione di vincoli pluriennali, permetterebbe il recupero naturale delle aree bruciate ed impedirebbe ogni tentativo speculativo (caccia, pascolo, edificabilità con nuove concessioni, cambio di destinazione d’uso, etc.). Ciascun comune dovrebbe, secondo un decreto legge del 2021 rilevare le aree percorse dal fuoco entro 60 giorni dall'estinzione dell'incendio, passare i dati alla Regione Siciliana che dovrebbe rendere disponibili tutti gli aggiornamenti entro l’1° aprile di ogni anno su supporto cartografico digitale. Questo meccanismo, rendendo pubblici e accessibili i divieti presenti sulle aree incendiate, fornisce alla cittadinanza attiva uno strumento concreto per segnalare le violazioni dei vincoli e bloccare l’economia nera che lucra sugli incendi.
Quello che è rimasto dell'estate bollente è la nostra uva - Alicante Bouschet - che a all'inizio di settembre abbiamo raccolta (faceva comunque 34 gradi) e trasformato in vino, il nostro vino, che ora si sta riposando nella botte di acciaio. E poi sono rimasti i piacevoli ricordi di tanti amici che sono venuti a trovarci. Insieme a loro abbiamo goduto di questo territorio ricchissimo di tanta produzione culturale e coltura. GRAZIE DELLA VISITA




 

Gibellina ,  comune di 3.000 abitanti in Provincia di Trapani, nella Valle del Belìce, sorto dopo il terremoto del 1968, è Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026

Gibellina è una città che si è ricostruita insieme agli artisti, affidando all’arte un ruolo attivo nel processo civico: non un esercizio estetico o un gesto simbolico, ma una pratica concreta di relazione, responsabilità e presenza. Il progetto nasce da questa eredità e la rilancia nel presente, concependo l’arte contemporanea non soltanto come arte del nostro tempo, ma come arte della presenza, capace di attivare dialogo, prossimità e partecipazione. Le mostre, le residenze e i progetti che attraverseranno il 2026 sono pensati come dispositivi vivi, in grado di mettere in relazione artisti, comunità e luoghi, restituendo centralità allo spazio pubblico e alla dimensione collettiva dell’esperienza culturale. In questo percorso, il Mediterraneo assume il valore di metafora e di orizzonte politico: spazio di scambio, di conflitto e di creazione, ma anche luogo in cui ripensare le forme della convivenza e della cura. Allo stesso modo, la territorialità non è intesa come chiusura, ma come espressione di una policentricità culturale che rifiuta ogni logica di accentramento e riconosce in ogni luogo una possibile centralità di relazioni. Portami il futuro è, infine, una richiesta e un impegno condiviso: prendersi cura del tempo che ci ha preceduti e di quello che verrà, riconoscendo nella bellezza non un valore astratto o decorativo, ma un compito sociale e politico. Un compito che chiama artisti, istituzioni e cittadini a una responsabilità comune, affinché Gibellina continui a essere un luogo in cui il futuro non viene proclamato, ma costruito e praticato insieme, giorno dopo giorno. Andrea Cusumano Direttore Artistico Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026


Ballerino e coreografo nato a Firenze nel 1958, Virgilio Sieni è fondatore e direttore del Centro nazionale di produzione per la danza a Firenze... 

«C’è una profonda gioia nel teatro di Virgilio Sieni; e anche una profonda fiducia nella “gente comune” e nella sua vita reale. A chi pensa che il “genocidio culturale” si sia ormai compiuto, che non è possibile più alcuno spazio per la grazia (neanche fra i dominati, ormai così simili ai dominatori), che una scissione ormai incolmabile si è realizzata tra il mondo di ieri e il mondo di oggi, che il trionfo della tecnica è inappellabile e assoluto, che l’umano è stato infinite volte calpestato e cancellato, che la danza non è più luogo di liberazione dal momento che è stata codificata e programmata al fine della competizione televisiva, e quindi al fine della competizione mondana tout court… bene, a chi pensa tutto questo, Sieni sembra rispondere che basta grattare un po’ la superficie. Basta aver pazienza: basta saper creare le condizioni di un incontro, le basi di quella rammemorazione, uno spazio temporaneamente libero (forse proprio all’interno degli stessi templi della modernità) in cui si provi a scindere l’umano da ciò che non è più umano. In genere chi accetta di mettersi in gioco nei suoi spettacoli sono i bambini, gli anziani, i nuovi arrivati, chi non occupa il Centro della società… Forse questa volta non salveranno il mondo, eppure sono ancora in grado di comunicarci cosa sia lo stupore. Detto in altre parole: lo sconvolgimento di nuove, umane visitazioni.»

Alessandro Leogrande

Nel mese di Aprile ho scoperto questo invito: 

CERIMONIA

un progetto di Virgilio Sieni

DALL’11 AL 30 MAGGIO 2026
Gibellina | Salemi | Santa Ninfa | Salaparuta

La Valle del Belìce si trasforma in un’installazione vivente.

IL PROGETTO

Cerimonia non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza comunitaria. Sotto la guida del coreografo Virgilio Sieni, cittadine e cittadini trasformeranno gesti quotidiani e memorie dei luoghi in un’opera d’arte vivente. Un’alleanza poetica per restituire lo spazio pubblico alla collettività.

Aperto a tutti: senza limiti di età, abilità o provenienza. Non è richiesta alcuna preparazione specifica in ambito coreutico o nella danza: basta avere il desiderio di esserci e di condividere un cammino di riscatto e bellezza.

E cosi abbiamo deciso di partecipare ai laboratori, percorsi pratici per costruire insieme i gesti della performance. Il ciclo prevedeva 6 incontri complessivi distribuiti nei comuni coinvolti e poi le prove generali e poi l'Evento finale, il 30 maggio. 
E' stata una esperienza bellissima, impegnativa, a tratti commovente. Costruire comunità in questo modo riesce davvero a coinvolgere tutti. Non serve parlare, basta fare, insieme, guidati da gesti semplici che ognuno sa fare....

Davanti a noi il mare d'Africa, l'altra sponda del mare Mediterraneo, le coste della Tunisia, la Libia, l'Egitto e GAZA dove tra dicembre 25 e gennaio 26 pioggia e vento hanno distrutto anche le tende; il nostro mare che ogni giorno si trasforma in una tomba per le persone che cercano di partire, per tante ragioni diverse, ma non possono prendere un volo normale! Spesso guardo questo mare con tanta tristezza!
Quello che si vede all'orizzonte è l'isola di Pantelleria, si riesce a vederla qualche volta, dista 120 km e poi ci vogliono soltanto ancora 60 km per arrivare in Tunisia. Le persone dall'altra parte del mare fanno più o meno le stesse cose che facciamo qui in Sicilia, coltivano ulivi, patiscono la mancanza d'acqua e il cambiamento climatico, il sempre maggiore inquinamento che rende progressivamente più povero il mare...Noi li sentiamo come vicini e pensiamo spesso a GAZA perchè anche lì......
A gennaio anche qui è attivato "Harry", il ciclone mediterraneo che nasce dal fatto che il mare è sempre più caldo. Venti impetuosi, onde altissime e piogge fortissime hanno colpito la Sicilia, la Calabria e la Sardegna facendo danni molto gravi sui paesini in particolare sulla costa ionica della Sicilia e frane terribili, non soltanto a Niscemi. Anche ora, siamo al marzo, siamo tormentati da un altro ciclone. E' stato difficile organizzare i lavori agricoli, tra una pioggia e un ciclone e l'altro e siamo un po' preoccupati: gli ulivi cela faranno? Nonostante tutto la primavera arriva.
Non riusciamo ad esserne felici perchè al di là del nostro mare si sparano bombe, missili, droni. Americani e Israeliano attaccano Iran e Libano, dal 28 febbraio. Più di 1 milione di persone (su 6 milioni di abitanti) in Libano hanno dovuto abbandonare la loro casa. Dovunque distruzione e disperazione. 

E nel nostro mare tra Malta e l'isola di Lampedusa una gigantesca Metaniera russa è stata attaccata da un Drone e ora è alla deriva nel mare. La Arctic Metagaz è lunga 277 metri e ingovernabile a causa dei danni subiti.

Secondo le Forze armate maltesi, che stanno monitorando i movimenti del relitto, a bordo c’erano 700 tonnellate di metano liquefatto oltre al gasolio utilizzato come carburante. Non è chiaro quanto ne contenesse al momento dell’attacco né quanto ne sia rimasto a bordo. Il Times of Malta ha riferito che venerdì sulla nave sono avvenute esplosioni. 
Il Wwf ha lanciato l’allarme per il «rischio ambientale elevatissimo e potenzialmente irreversibile» provocato sia dal gasolio sia dal metano. Quest’ultimo viene trasportato in forma liquida a basse temperature e, se disperso in mare, libera un’enorme quantità di anidride carbonica che può intossicare la fauna marina per poi evaporare in atmosfera, inquinandola. Sulla fiancata sinistra è visibile un grande squarcio che molto probabilmente ha già determinato la perdita di almeno uno dei quattro serbatoi di metano. Non risultano invece dispersioni di gasolio, che andrebbe a formare una chiazza oleosa in superficie che impedirebbe lo scambio di ossigeno e luce, soffocando l’ecosistema. L’associazione ambientalista ha evidenziato che una potenziale fuoriuscita sarebbe «letale per la fauna marina» e provocherebbe «un inquinamento ampio e duraturo delle acque e dell’atmosfera» in un’area «di eccezionale valore ecologico» che ospita molte specie protette.
Siamo preoccupati e anche arrabbiati. Di tante attenzioni avrebbe bisogno il nostro pianeta per fermare il cambiamento climatico e i tanti danni fatti da noi umani. Certamente le guerre non servono e devono essere fermate.





  

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