Sono pronte le olive del 2026?

Questa è la domanda che ci facciamo ogni anno, verso la fine di settembre e in attesa dell'apertura dei frantoi. E quest'anno? Le olive sui nostri 700 alberi sono davvero poche, dovunque qui intorno ci sono poche olive, non soltanto da noi. Non sappiamo con precisione il perchè, un vento nel momento sbagliato, assenza di vento, la siccità, l'eccessivo caldo...Non abbiamo mai visto una cosa simile.
Riuscite a vederle? 
Si, è proprio questa la situazione: ogni albero ne ha qualche oliva, bella, belle, qui e lì oppure a gruppetti su un ramo. La raccolta sarà molto laboriosa...molti non raccoglieranno perchè "non conviene". Sarà difficile portare ogni sera al frantoio la quantità minima per richiedere una molitura...vedremo!
Vi risparmio le conseguenze per l'economia del territorio, potete immaginare... Noi cercheremo di produrre più olio CIACCIO possibile per voi e se non bastano le nostre olive - che è certo - vedremo di trovarne dai nostri amici contadini. Poi, alla fine di tutto questo, a novembre, vi contattiamo per offrirvi il prodotto della fatica! 
Qui vedete l'acquarello per i nostri box, sempre la mano di Manfred Kirschner. Un grande GRAZIEEEEE a MANI!
Restate in attesa, ci faremo sentire e BUONA RACCOLTA!


Per noi, per gli animali, per le piante...l'innegabile cambiamento climatico si è fatto sentire in modo pesante. Il termometro non scendeva mai, alle ore 23.00 stava a 33 gradi e la mattina alle 9.00 già a 35 e questo per molte, molte settimane. Ma lo sapete, non è stato soltanto qui. Per fortuna l'inverno precedente era piovuto, gli invasi erano pieni e quindi abbiamo potuto irrigare per sostenere almeno un po' gli alberi.
Ma la cosa più terribile sono i fuochi. La nostra casa è un punto di osservazione straordinaria e infatti abbiamo chiamato i vigili del fuoco innumerevoli volte per segnalare gli incendi. Nessun fuoco nasce da solo. Ci vuole qualcuno che fa partire il fuoco, poi, se fa molto caldo e c'è forte vento è chiaro che il disastro si estende velocemente. Tutti dobbiamo essere vigili e segnalare tutte le cose e persone che riusciamo a vedere.....


Fenice Verde nasce nel 2023 con la missione di rafforzare le comunità locali e collaborare con le Istituzioni pubbliche siciliane per la prevenzione degli incendi boschivi e il recupero del patrimonio naturale. Nel 2025 ha nesso in piedi un Osservatorio sugli Incendi . L’osservatorio sugli incendi è una piattaforma interattiva che supporta le pubbliche amministrazioni e le associazioni attive sul territorio nel monitoraggio continuo e la prevenzione degli incendi boschivi dolosi. Grazie all'osservatorio i cittadini potranno segnalare incendi o potenziali inneschi e inoltrare ai propri comuni di appartenenza le osservazioni sul catasto delle aree percorse da fuoco. 
Chi di voi ha sentito parlare del “catasto dei soprassuoli percorsi da fuoco”? Si tratta di uno strumento normativo previsto dalla Legge n. 353 del 2000 che, tramite l’istituzione di vincoli pluriennali, permetterebbe il recupero naturale delle aree bruciate ed impedirebbe ogni tentativo speculativo (caccia, pascolo, edificabilità con nuove concessioni, cambio di destinazione d’uso, etc.). Ciascun comune dovrebbe, secondo un decreto legge del 2021 rilevare le aree percorse dal fuoco entro 60 giorni dall'estinzione dell'incendio, passare i dati alla Regione Siciliana che dovrebbe rendere disponibili tutti gli aggiornamenti entro l’1° aprile di ogni anno su supporto cartografico digitale. Questo meccanismo, rendendo pubblici e accessibili i divieti presenti sulle aree incendiate, fornisce alla cittadinanza attiva uno strumento concreto per segnalare le violazioni dei vincoli e bloccare l’economia nera che lucra sugli incendi.
Quello che è rimasto dell'estate bollente è la nostra uva - Alicante Bouschet - che a all'inizio di settembre abbiamo raccolta (faceva comunque 34 gradi) e trasformato in vino, il nostro vino, che ora si sta riposando nella botte di acciaio. E poi sono rimasti i piacevoli ricordi di tanti amici che sono venuti a trovarci. Insieme a loro abbiamo goduto di questo territorio ricchissimo di tanta produzione culturale e coltura. GRAZIE DELLA VISITA




 

Gibellina ,  comune di 3.000 abitanti in Provincia di Trapani, nella Valle del Belìce, sorto dopo il terremoto del 1968, è Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026

Gibellina è una città che si è ricostruita insieme agli artisti, affidando all’arte un ruolo attivo nel processo civico: non un esercizio estetico o un gesto simbolico, ma una pratica concreta di relazione, responsabilità e presenza. Il progetto nasce da questa eredità e la rilancia nel presente, concependo l’arte contemporanea non soltanto come arte del nostro tempo, ma come arte della presenza, capace di attivare dialogo, prossimità e partecipazione. Le mostre, le residenze e i progetti che attraverseranno il 2026 sono pensati come dispositivi vivi, in grado di mettere in relazione artisti, comunità e luoghi, restituendo centralità allo spazio pubblico e alla dimensione collettiva dell’esperienza culturale. In questo percorso, il Mediterraneo assume il valore di metafora e di orizzonte politico: spazio di scambio, di conflitto e di creazione, ma anche luogo in cui ripensare le forme della convivenza e della cura. Allo stesso modo, la territorialità non è intesa come chiusura, ma come espressione di una policentricità culturale che rifiuta ogni logica di accentramento e riconosce in ogni luogo una possibile centralità di relazioni. Portami il futuro è, infine, una richiesta e un impegno condiviso: prendersi cura del tempo che ci ha preceduti e di quello che verrà, riconoscendo nella bellezza non un valore astratto o decorativo, ma un compito sociale e politico. Un compito che chiama artisti, istituzioni e cittadini a una responsabilità comune, affinché Gibellina continui a essere un luogo in cui il futuro non viene proclamato, ma costruito e praticato insieme, giorno dopo giorno. Andrea Cusumano Direttore Artistico Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026


Ballerino e coreografo nato a Firenze nel 1958, Virgilio Sieni è fondatore e direttore del Centro nazionale di produzione per la danza a Firenze... 

«C’è una profonda gioia nel teatro di Virgilio Sieni; e anche una profonda fiducia nella “gente comune” e nella sua vita reale. A chi pensa che il “genocidio culturale” si sia ormai compiuto, che non è possibile più alcuno spazio per la grazia (neanche fra i dominati, ormai così simili ai dominatori), che una scissione ormai incolmabile si è realizzata tra il mondo di ieri e il mondo di oggi, che il trionfo della tecnica è inappellabile e assoluto, che l’umano è stato infinite volte calpestato e cancellato, che la danza non è più luogo di liberazione dal momento che è stata codificata e programmata al fine della competizione televisiva, e quindi al fine della competizione mondana tout court… bene, a chi pensa tutto questo, Sieni sembra rispondere che basta grattare un po’ la superficie. Basta aver pazienza: basta saper creare le condizioni di un incontro, le basi di quella rammemorazione, uno spazio temporaneamente libero (forse proprio all’interno degli stessi templi della modernità) in cui si provi a scindere l’umano da ciò che non è più umano. In genere chi accetta di mettersi in gioco nei suoi spettacoli sono i bambini, gli anziani, i nuovi arrivati, chi non occupa il Centro della società… Forse questa volta non salveranno il mondo, eppure sono ancora in grado di comunicarci cosa sia lo stupore. Detto in altre parole: lo sconvolgimento di nuove, umane visitazioni.»

Alessandro Leogrande

Nel mese di Aprile ho scoperto questo invito: 

CERIMONIA

un progetto di Virgilio Sieni

DALL’11 AL 30 MAGGIO 2026
Gibellina | Salemi | Santa Ninfa | Salaparuta

La Valle del Belìce si trasforma in un’installazione vivente.

IL PROGETTO

Cerimonia non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza comunitaria. Sotto la guida del coreografo Virgilio Sieni, cittadine e cittadini trasformeranno gesti quotidiani e memorie dei luoghi in un’opera d’arte vivente. Un’alleanza poetica per restituire lo spazio pubblico alla collettività.

Aperto a tutti: senza limiti di età, abilità o provenienza. Non è richiesta alcuna preparazione specifica in ambito coreutico o nella danza: basta avere il desiderio di esserci e di condividere un cammino di riscatto e bellezza.

E cosi abbiamo deciso di partecipare ai laboratori, percorsi pratici per costruire insieme i gesti della performance. Il ciclo prevedeva 6 incontri complessivi distribuiti nei comuni coinvolti e poi le prove generali e poi l'Evento finale, il 30 maggio. 
E' stata una esperienza bellissima, impegnativa, a tratti commovente. Costruire comunità in questo modo riesce davvero a coinvolgere tutti. Non serve parlare, basta fare, insieme, guidati da gesti semplici che ognuno sa fare....

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