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Il passaggio dal fiore all'oliva è complesso e molto delicato ed è proprio per questo che ci possono essere tanti fattori alla base delle 'poche olive' che quest'anno 2026 sono sui nostri alberi.

Per capire meglio perchè può succedere una annata del genere, vi riproduciamo qui parti di un interessante articolo di
.'..L’olivo - qui da noi nel mese di aprile (nota mia) - produce una grande quantità di fiori di colore bianco crema, e l’impollinazione avviene prevalentemente per via anemofila, ovvero grazie al vento che trasporta il polline. Per ottenere una fruttificazione ottimale, l’olivo necessita di un incontro tra individui geneticamente diversi, una caratteristica conosciuta come “allogamia”.
Una caratteristica peculiare dell’olivo è la “proteroginia”, ovvero il fenomeno per cui lo stigma, l’organo femminile del fiore, diventa recettivo prima che le antere rilascino il polline, il gamete maschile. Questo avviene mediamente dopo uno o due giorni. Grazie a questa particolarità, anche le varietà autofertili possono trarre vantaggio dalla presenza di impollinatori, migliorando le possibilità di fecondazione. 
Il polline dell’olivo, caratterizzato da una forma ellittica e un’elevata resistenza alla disidratazione, si diffonde con maggiore efficacia in condizioni climatiche calde e secche. Grazie al vento, il polline può essere trasportato anche per chilometri. La mancanza di correnti, la pioggia o temperature sfavorevoli durante questo periodo possono ostacolare l’allegagione, ovvero la trasformazione del fiore in drupa. In ambienti umidi, il polline tende ad agglutinarsi e a cadere al suolo, compromettendo ulteriormente il processo. Sebbene la conservabilità del polline varia tra le diverse cultivar, le conoscenze su questo aspetto sono ancora piuttosto limitate. 

La fecondazione dell’olivo avviene solo se il polline che raggiunge lo stigma e viene riconosciuto come compatibile. Il riconoscimento di compatibilità tra il polline e lo stigma nell’olivo è regolato da proteine e molecole biochimiche specifiche che lavorano insieme per garantire la germinazione solo del polline compatibile. Queste molecole, prodotte sia dal polline che dallo stigma, agiscono come ‘chiavi’ e ‘serrature’ molecolari. Se il polline e lo stigma condividono lo stesso codice genetico, il polline viene riconosciuto come incompatibile e la germinazione è bloccata, favorendo così la diversità genetica. Quando il polline è compatibile, germina formando il tubo pollinico, che attraversa lo stilo per trasportare le cellule spermatiche agli ovuli, dove avviene la fecondazione. Talvolta, anche in assenza di fecondazione, l’impollinazione può stimolare la formazione di pseudodrupe (olive passerine), prive di seme e con limitata produzione di olio, ma spesso soggette a cascola. Un ulteriore livello di complessità è dato dall’auto-incompatibilità gametofitica (GSI – Gametophytic Self-Incompatibility), un meccanismo biologico che impedisce l’autofecondazione. Questo sistema, controllato da geni specifici presenti nel polline e nello stigma, riconosce la somiglianza genetica e blocca la crescita del polline.
Ogni varietà appartiene a un gruppo genetico di compatibilità: varietà dello stesso gruppo tendono a non fecondarsi efficacemente tra loro, mentre varietà appartenenti a gruppi differenti possono impollinarsi con successo. Questo aspetto ha importanti implicazioni pratiche. 
Questa strategia è cruciale negli oliveti monovarietali, dove la coltivazione di una sola varietà può portare a rese produttive scarse in assenza di un’impollinazione efficace.
La pianificazione agronomica deve tenere conto non solo della compatibilità genetica tra le varietà, ma anche della sincronizzazione della fioritura: affinché l’impollinazione abbia successo, è fondamentale che le varietà coinvolte fioriscano nello stesso periodo o con una sufficiente sovrapposizione temporale.
Se una varietà fiorisce troppo presto o troppo tardi rispetto all’altra, la fecondazione incrociata può risultare inefficace.
Altro fattore critico è rappresentato dai cambiamenti climatici, che stanno alterando i calendari fenologici. L’anticipo o il ritardo della fioritura, causati da inverni miti o primavere instabili, può compromettere la sincronia tra varietà impollinatrici, come pure, temperature elevate durante la fioritura possono ridurre la vitalità del polline, alterarne la qualità o limitarne la produzione, diminuendo così le probabilità di fecondazione. Anche eventi come piogge prolungate o vento insufficiente possono impedire al polline di raggiungere efficacemente gli stigmi. Conclusa con esito positivo l’impollinazione, ha luogo il passaggio da fiore a frutto, ovvero l’allegagione. Solo una percentuale ridotta di fiori fecondati si trasforma in olive: da 1 a 10%, con una media tra il 2 e il 4%. Dopo la fioritura, cadono i fiori non fecondati o non vitali, seguiti da una cascola naturale delle olive più deboli. È solo dopo circa due settimane che si può stabilire con certezza quali frutti siano allegati. '
Come potete capire il processo è estremamente complesso e i fattori che possono causare una scarsità o mancanza di olive sono molteplici. Tradizionalmente qui da noi si coltivano 4 diverse cultivar: la Biancolilla, la Cerasuola, la Nocellara del Belice e la Giaraffa. Seguendo il ragionamento di cui sopra questa diversificazione delle cultivar non soltanto è utile ai fini di un olio gustoso ma serve per aumentare la possibilità di impollinazione e fecondazione: il processo per completarsi ha bisogno non soltanto del vento ma della presenza di diverse varietà. Soltanto la Biancolilla è - almeno parzialmente -  autocompatibile. Gli alberi meno vuoti quest'anno sono quelli della Biancolilla. Sarà un caso? 
E' molto difficile saperlo ed è davvero straordinario quello che riesce a fare la natura! Ceretamente bisognerebbe rispettare di più questo straordinario equilibrio basato sulla diversità.
Cosa fanno invece gli uomini? 
Gli uliveti superintensivi sono l'ultima trovata e si stanno moltiplicando, non soltanto in Spagna ma anche qui da noi. A parte l'impatto ambientale, l'elevatissimo bisogno di acqua e la breve durata di vita, è proprio la questione della fecondazione che ci ha impressionata. Si tratta di uliveti in monocultura, tralasciando quindi tutti i vantaggi della biodiversità, di conseguenza il naturale sistema di impollinazione funziona poco. Cosa si fa? Si pratica l'impollinazione artificiale o assistita, il polline da cultivar compatibile viene prelevato, conservato e poi distribuito tramite soffiatori o droni per aumentare la scarsa allegagione naturale!
Evviva! In conclusione siamo contenti che quest'anno i nostri ulivi si riposano! 



La vigna in primavera ci aveva preoccupati moltissimo, non l'avevamo mai curata, il lavoro sembrava tantissimo e la nostra strumentazione era inadeguata. Avevamo solo le zappe e nessuna competenza! Insieme a Leonardo abbiamo ragionato, sicuramente per noi sarebbe stato meglio pensare di utilizzare il terreno per piantare altri ulivi...ma ora c'è la vigna, almeno per quest'anno dobbiamo provarci! Con grande determinazione, armati di zappa e trattore, il preziosissimo aiuto di Antonio e i consigli di Leonardo...come potete vedere i risultati ci sono e siamo molto, molto orgogliosi!
Ma il nostro mestiere qui è un altro, vogliamo produrre dell'ottimo olio extra vergine di oliva. E anche qui c'è ancora moltissimo da imparare! Leonardo Cannata ci aiuta a capire come si possono sostenere le piante nel loro complesso lavoro di produzione. I momenti delicati sono molti. Quest'anno ad esempio il passaggio troppo rapido dal freddo al caldo è stato pesante e disorientante non soltanto per noi ma anche per gli ulivi. Noi siamo stati fortunati ma gli alberi che non erano pronti, dove cioè l'allegagione era indietro, hanno buttato i fiori/frutti. Tutte le volte che la pianta vede in pericolo se stessa, reagisce e in questo caso si libera dai fiori/frutti. Il mese di maggio in effetti è stato davvero stranissimo, faceva freddo e pioveva spesso.
Infatti, il bellissimo matrimonio tra Patrizia e Matteo  -provenienti dal Cadore -  celebrato il 27 maggio a Palermo dal sindaco Leoluca Orlando è stato bagnato dalla pioggia ma si sa, sposa bagnata sposa fortunata. Auguri anche per i progetti che hanno qui in Sicilia!
Il primo giugno ci ha lasciati la mamma Maria di Saverio, a 92 anni, due anni dopo il marito Vito. Speriamo riescano a riposare in pace insieme. Noi cercheremo di onorare tutte le culture che ci hanno lasciato.
E giugno ha portato subito il gran caldo e l'assenza totale di pioggia, situazione che perdura fino ad adesso. Venti caldi fortissimi - scirocco o maestrale - muovono le chiome degli ulivi. Spesso mi chiedo come possano resistere, da dove prendono l'acqua. Ma Leonardo ci spiega che gli ulivi sono molto più saggi di noi, sanno come adattarsi se noi li trattiamo bene, se gli diamo l'acqua quando loro hanno bisogno e qualcosa per rafforzarli. 
Il nostro consulente Leonardo Cannata ha una azienda familiare a Santa Margherita Belìce/Contessa Entellina  - qui vicino - Le sette Aje. Leonardo applica il protocollo Agro - Omeopatico e scrive cosi: "I prodotti Le Sette Aje si definiscono biodinamici. Coltiviamo le nostre piante con metodi naturali ed innovativi nel rispetto dell’ambiente. La nostra filosofia consiste nel salvaguardare la naturalità e la naturalezza della pianta per preservarne la naturale bontà e qualità, e permettere che questa si rifletta in maniera ottimale nei prodotti...Questo metodo ci permette di tutelare la resistenza naturale della pianta, minimizzando la necessità di un aiuto esterno da parte dell’uomo, e la proprietà nutraceutiche dei suoi frutti."
E le olive crescono e gli amici vengono a trovarci...A giugno sono tornati Tiziana, Umberto e Bruno....questa volta con i genitori di Tiziana che qui in Sicilia hanno iniziato il loro lungo matrimonio! E a luglio sono arrivati Irene e la sua bellissima famiglia con il Camper dall'Oltrepò Pavese! Non si può dire che ci annoiamo! E per concludere il mese siamo andati ad Enna dove Saverio con successo ha sostenuto - dopo un corso di 200 ore - l'esame che gli riconosce i requisiti di conduttore di azienda agricola o imprenditore agricolo professionale! Evviva il progetto può procedere. 
E non vi racconto niente dei lavori nella casa...forse la prossima volta. Il mare? lo vedo da lontano, sempre, e penso ai naufraghi, ai viaggiatori che scappano da guerre e cambiamenti climatici insostenibili e che sperano di poter ricominciare....


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