Visualizzazione post con etichetta Gibellina Capitale Italiana d'Arte Contemporanea 2026. Mostra tutti i post
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Gibellina ,  comune di 3.000 abitanti in Provincia di Trapani, nella Valle del Belìce, sorto dopo il terremoto del 1968, è Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea 2026

Gibellina è una città che si è ricostruita insieme agli artisti, affidando all’arte un ruolo attivo nel processo civico: non un esercizio estetico o un gesto simbolico, ma una pratica concreta di relazione, responsabilità e presenzaIl progetto nasce da questa eredità e la rilancia nel presente, concependo l’arte contemporanea non soltanto come arte del nostro tempo, ma come arte della presenza, capace di attivare dialogo, prossimità e partecipazione. Le mostre, le residenze e i progetti che attraverseranno il 2026 sono pensati come dispositivi vivi, in grado di mettere in relazione artisti, comunità e luoghi, restituendo centralità allo spazio pubblico e alla dimensione collettiva dell’esperienza culturaleIn questo percorso, il Mediterraneo assume il valore di metafora e di orizzonte politico: spazio di scambio, di conflitto e di creazione, ma anche luogo in cui ripensare le forme della convivenza e della cura. Allo stesso modo, la territorialità non è intesa come chiusura, ma come espressione di una policentricità culturale che rifiuta ogni logica di accentramento e riconosce in ogni luogo una possibile centralità di relazioni. Portami il futuro è, infine, una richiesta e un impegno condiviso: prendersi cura del tempo che ci ha preceduti e di quello che verrà, riconoscendo nella bellezza non un valore astratto o decorativo, ma un compito sociale e politico. Un compito che chiama artisti, istituzioni e cittadini a una responsabilità comune, affinché Gibellina continui a essere un luogo in cui il futuro non viene proclamato, ma costruito e praticato insieme, giorno dopo giorno. Andrea Cusumano Direttore Artistico Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026


Ballerino e coreografo nato a Firenze nel 1958, Virgilio Sieni è fondatore e direttore del Centro nazionale di produzione per la danza a Firenze... 

«C’è una profonda gioia nel teatro di Virgilio Sieni; e anche una profonda fiducia nella “gente comune” e nella sua vita reale. A chi pensa che il “genocidio culturale” si sia ormai compiuto, che non è possibile più alcuno spazio per la grazia (neanche fra i dominati, ormai così simili ai dominatori), che una scissione ormai incolmabile si è realizzata tra il mondo di ieri e il mondo di oggi, che il trionfo della tecnica è inappellabile e assoluto, che l’umano è stato infinite volte calpestato e cancellato, che la danza non è più luogo di liberazione dal momento che è stata codificata e programmata al fine della competizione televisiva, e quindi al fine della competizione mondana tout court… bene, a chi pensa tutto questo, Sieni sembra rispondere che basta grattare un po’ la superficie. Basta aver pazienza: basta saper creare le condizioni di un incontro, le basi di quella rammemorazione, uno spazio temporaneamente libero (forse proprio all’interno degli stessi templi della modernità) in cui si provi a scindere l’umano da ciò che non è più umano. In genere chi accetta di mettersi in gioco nei suoi spettacoli sono i bambini, gli anziani, i nuovi arrivati, chi non occupa il Centro della società… Forse questa volta non salveranno il mondo, eppure sono ancora in grado di comunicarci cosa sia lo stupore. Detto in altre parole: lo sconvolgimento di nuove, umane visitazioni.»

Alessandro Leogrande

Nel mese di Aprile ho scoperto questo invito: 

CERIMONIA

un progetto di Virgilio Sieni

DALL’11 AL 30 MAGGIO 2026
Gibellina | Salemi | Santa Ninfa | Salaparuta

La Valle del Belìce si trasforma in un’installazione vivente.

IL PROGETTO

Cerimonia non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza comunitaria. Sotto la guida del coreografo Virgilio Sieni, cittadine e cittadini trasformeranno gesti quotidiani e memorie dei luoghi in un’opera d’arte vivente. Un’alleanza poetica per restituire lo spazio pubblico alla collettività.

Aperto a tutti: senza limiti di età, abilità o provenienza. Non è richiesta alcuna preparazione specifica in ambito coreutico o nella danza: basta avere il desiderio di esserci e di condividere un cammino di riscatto e bellezza.

E cosi abbiamo deciso di partecipare ai laboratori, percorsi pratici per costruire insieme i gesti della performance. Il ciclo prevedeva 6 incontri complessivi distribuiti nei comuni coinvolti e poi le prove generali e poi l'Evento finale, il 30 maggio. 
E' stata una esperienza bellissima, impegnativa, a tratti commovente. Costruire comunità in questo modo riesce davvero a coinvolgere tutti. Non serve parlare, basta fare, insieme, guidati da gesti semplici che ognuno sa fare....

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